22/02/2022 Prospettiva di Minoranza sul Consiglio Comunale dell’ 8 Febbraio 2022


Si è svolto via zoom anche il consiglio comunale dei primi di febbraio, avviato con tre
interrogazioni della minoranza.
La prima in tema scuola: a febbraio i genitori dell’Istituto Comprensivo di Albignasego hanno ricevuto una richiesta di aiuto della dirigente dott.ssa Silvoni che stigmatizzava il fatto che gli istituti scolastici non fossero riconosciuti come interlocutori dalla politica. E chiedeva un supporto ai genitori affinchè le richieste della Scuola fossero ascoltate a tutti i livelli politici.
Come ABC avevamo già condiviso l’appello sulla pagina FB, raccontando che la Consigliera Regionale Ostanel, accolta la voce civica del territorio, ha presentato una mozione per mettere a disposizione della Scuola un luogo ufficiale di interlocuzione con la Regione. Abbiamo allora proposto anche noi un’interrogazione in Consiglio Comunale per portare il punto di vista della Scuola all’attenzione dell’Amministrazione tutta, così promuovendo il ruolo della Scuola come portatrice qualificata di interessi delle famiglie e della popolazione scolastica.
Una seconda interrogazione ha riguardato l’azione amministrativa in relazione alla nuova Linea 4 del termovalorizzatore di Padova e al Piano Rifiuti Regionale. Il Comune di Albignasego, pur individuato dalla Regione come comune interessato al progetto della quarta linea inceneritore (assieme a Noventa Padovana, Vigonza, Saonara, Ponte San Nicolò, Albignasego, Abano Terme e Vigonovo) ed invitato alla conferenza di servizi dello scorso novembre, non ha presentato osservazioni nè partecipato all’incontro. Abbiamo chiesto le ragioni del mancato intervento a livello sovracomunale. L’aria non ha confini e nessun comune si salva da solo! L’assessora competente si è riservata risposta scritta. Intanto guardiamo al comune di Padova, che ha spiegato il suo voto contrario in una prospettiva di verifica e controllo, per prevenire “sorprese” future (eventuali ampliamenti dell’impianto ovvero di aperture a conferimenti da fuori regione, che avrebbero una ricaduta negativa anche come aumento dell’inquinamento per il transito di mezzi pesanti). Auspichiamo, per il futuro, che possa esserci un’azione congiunta degli enti locali, e con il comune capoluogo, per far squadra a tutela del territorio: per temi di area vasta, quali rifiuti e ambiente diventa una necessità imprescindibile collaborare in ottica sovracomunale.
Abbiamo poi presentato una terza interrogazione, prendendo spunto dall’articolo sulla vicenda dello studente di sant’Agostino che da gennaio non ha più potuto usufruire del servizio trasporto per raggiungere il liceo in centro; l’amministrazione ha spiegato quanto fatto, a livello burocratico. Ma la vera svolta c’è stata grazie alle “energie sociali” e alla solidarietà, e sarà l’Associazione Padova Ospitale a dare un aiuto concreto ad Andrea per raggiungere la sua scuola.
La Giunta ha poi proposto la modifica del DUP, appena approvato, con l’inserimento di nuove opere, possibili grazie ai finanziamenti provenienti da Stato, Regione e Provincia. Ancorchè gli interventi proposti siano condivisibili (edilizia scolastica per sistemazione della Scuola Bonetto, interventi di sistemazione viaria, di pulizia fossi), sul punto ci siamo astenuti, non per il merito delle proposte, ma per il metodo: manutenzioni, adeguamento delle scuole di una città che cresce, prevenzione idrogeologica devono essere programmate nell’ordinario con una visione di medio-lungo periodo, non inseguite con le variazioni del bilancio. Inoltre, occorre invertire la tendenza di temporanei rimedi per rincorrere emergenze contingenti, e puntare, finalmente, alle opere strutturali in una visione di medio-lungo periodo.
Si è poi discusso di un debito fuori bilancio, economicamente non significativo, nondimeno interessante: la condanna del Comune a rifondere le spese di lite a favore dei responsabili di Casa Sandra, una casa-famiglia presso la quale un gruppo di anziani autofinanziava laconvivenza, chiusa nel 2014 con ordinanza dell’allora Sindaco. Già allora era evidente che era una iniziativa da salvaguardare, non da penalizzare. La sua chiusura è stata un errore, perchè la casa-famiglia svolgeva attività meritoria a favore degli anziani, come evidenziato non solo dal giudice amministrativo, ma anche dal giudice penale e dal garante privacy. Abbiamo chiesto le scuse dell’Amministrazione, per aver lasciato una ferita aperta senza approfondire le circostanze e le peculiarità di un’attività di condivisione e supporto quotidiano. Ne è stata fatta una difesa d’ufficio, lasciando intendere che allora ci fosse situazione di pericolo per le persone fragili: circostanza che però non emerge dagli atti (Nei locali non sono rilevati inconvenienti di natura igienico sanitaria … nè situazioni rivelatesi critiche per gli ospiti). Bastavano delle scuse, invece c’è stato un arroccamento a difesa dell’infallibilità dell’ente; nessun cenno di empatia a incarnare un’autentica politica della cura. Con l’astensione su questa delibera abbiamo voluto sottolineare che certi errori vanno riconosciuti e rimediati subito, prima che sia il Giudice a imporlo.
In Consiglio è poi stata presentata l’adozione della variante n.18 al PI. Formalmente, si tratta di votare lo spostamento più a sud, -all’intersezione di Via Roma e via Mario-, della rotonda originariamente prevista per la gestione del traffico del nuovo centro commerciale del Pentolone. Ma questa variante non è solo una decisione sulla rotonda: l’approvazione è finalizzata a modificare l’accordo pubblico-privato, e consentire al privato di ottenere velocemente l’agibilità e il titolo commerciale anche per il nuovo Pentolone. Verificato un iter complesso e non lineare, come minoranze abbiamo chiesto il ritiro della delibera,
ritenendo una non chiara individuazione dell’interesse pubblico e l’illegittimità della delibera a causa dell’inattendibilità dello studio sul traffico commissionato dal Comune, alla base della delibera stessa: la simulazione dell’impatto sul traffico delle due strutture commerciali a regime è basata su dati rilevati in un solo giorno arancione (il 12 marzo 2021). Ma la delibera è stata approvata senza alcun approfondimento del Consiglio: oggi quindi si racconta che il traffico su via Roma nel tempo è diminuito, e che le due strutture a regime non avranno alcun impatto sulla viabilità. Tant’è. Approfondiremo il tema in un articolo dedicato, ad ulteriore spiegazione del nostro voto contrario.
Come minoranze ci siamo poi astenute su altre due questioni edilizie tecniche: sul punto abbiamo sottolineato come chi costruisce oggi l’abitazione di famiglia si trova penalizzato perchè altri, prima di lui e nello stesso comparto, hanno trasformato un’abitazione di famiglia in un alveare di appartamenti, con standard minimi a servizio.
Infine abbiamo preso atto che è in fase di avvio una nuova variante per trovare uno spazio per costruire una scuola superiore. Il Comune, oggi, non ha disponibilità di aree adeguate in proprietà perchè, purtroppo, il “tesoretto” a destinazione F preservato dalle amministrazioni degli anni ‘80, è stato soffocato e sacrificato dalla rapida e incontrollata urbanizzazione neglianni successivi. Così la partita si riapre, ma con la prospettiva di un accordo pubblico-privato.
Raccoglieremo informazioni e vigileremo, auspicando un vero coinvolgimento della cittadinanza e dei quartieri nella decisione.
Luisa Fantinato, consigliera ABC Albignasego Bene Comune 2030

Sotto il video completo del Consiglio Comunale

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