Si è svolto in presenza l’ultimo consiglio comunale, con molti punti all’o.d.g..
Nelle sue comunicazioni il Sindaco, ha risposto alle sollecitazioni delle minoranze sulle posizioni dirigenziali: con numeri e affermazioni sui quali torneremo con approfondimenti. Ad oggi, constatiamo che qualcosa si è mosso, dal momento che con la delibera di Giunta n. 84 del 5 maggio 2022, è stata indetta una selezione pubblica per incarico a tempo determinato per il posto di responsabile V settore ai sensi dell’art.110 comma 1 del TUEL.
Poi, parola alle minoranze con l’interpellanza esposta dal consigliere PD Riccardo Savio, volta a conoscere e approfondire le modalità di comunicazione dell’Amministrazione, nelle pagine social network, nel sito internet istituzionale e mediante l’applicazione MyAlbignasego.
Volevamo infatti mettere a fuoco la differenza tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica: la prima (a spese dell’ente), è volta a informare la comunità sugli eventi e novità di carattere generale; la seconda invece, è, di fatto, propaganda per conquistare consensi ed elettorato. Purtroppo, in molti comunicati prodotti dal Comune, la distinzione sembra perdersi: per questo si è voluto sottolineare che in alcuni comunicati le notizie scivolano nella propaganda, spesso volta a screditare le minoranze quando esprimono, nelle loro funzioni, una voce discorde (come accaduto con il comunicato del 30.12.2021, per il voto contrario al bilancio).
La commistione, accettabile in un contesto privato, non lo è in ambito istituzionale; così non è accettabile che la maggioranza faccia uso di strumenti istituzionali, senza diritto di partecipazione o contraddittorio per la minoranza. Sulla base di tali presupposti, sono state poste alcune precise domande, tra le quali:
A chi compete la responsabilità della pubblicazione nel sito internet istituzionale e nelle pagine social Chi ne definisce i contenuti? Con quali finalità vengono pubblicati i contenuti? Perché nella pagina Facebook non vengono pubblicate le convocazioni dei Consigli Comunali e delle commissioni? Come vengono trattati, gestiti e raccolti i dati personali dai cittadini che fanno richiesta di intervento o segnalano disservizi attraverso l’applicazione my albignasego? Chi contatta i cittadini per la verifica dell’intervento e il successivo esito? In cosa consiste la delega al Presidente del Consiglio per il “Rafforzamento del progetto segnalazioni e reclami? “
Riteniamo fondamentale capire se si tratti di attività amministrativa-istituzionale o di attività politica di parte. In attesa delle risposte, abbiamo anche anticipato l’obiettivo di elaborare una social media policy per lo sviluppo della comunicazione dell’ente, nell’ambito delle competenze della Prima Commissione.
Abbiamo espresso voto favorevole alle delibere che prevedono adeguamenti normativi dei regolamenti vigenti, ed anche alla modifica dello Statuto per spostare la disciplina dei comitati di quartiere nel solo regolamento. Sul punto, ci prepariamo ad avanzare alcune proposte di modifica al regolamento, con un gruppo di lavoro.
Abbiamo espresso voto favorevole per l’aggiornamento del PEBA -Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche)e per la modifica al D.U.P. Documento unico di programmazione: (finalmente!) l’attenzione per alcune opere strategiche per la città, presenti anche nel nostro progetto per una migliore Albignasego. In particolare, la nuova collocazione della pista di atletica, sembra superare le criticità – segnalate da noi – della vecchia collocazione: per questo in campagna elettorale, avevamo tanto insistito sulla necessità di un nuovo slancio e una valutazione ex novo del progetto ( … lasciateci solo ricordare che in campagna la propaganda della maggioranza parlava del vecchio progetto già come esecutivo … ma, evidentemente, questa non era comunicazione istituzionale!). Confidiamo che il nuovo corso consenta alla nostra città di diventare punto di riferimento dell’area a sud di Padova per l’atletica leggera ed anche per l’attività sportiva libera.
Abbiamo apprezzato l’annunciata ristrutturazione dell’ex municipio in via Roma come sede di attività socio culturali, confidando anche nell’adeguamento della sua accessibilità: sul punto, invero, auspichiamo che siano tenute nella doverosa considerazione le esigenze del Corpo di Polizia Locale, che in tale edificio ha attualmente sede, sia nella fase dei lavori, sia per la gestione della promiscuità degli spazi con le associazioni di volontariato.
Da sempre favorevoli anche alla realizzazione di impianti fotovoltaici per progetti di comunità energetiche, uno dei cavalli di battaglia del nostro programma, per una rivoluzione verde fatta di energia pulita autoprodotta e autoconsumata, ci correva l’obbligo di avallare anche tale proposta. Sapremo farci portavoce di proposte sul punto.
Infine, non potevamo non sentirci chiamati, come amministratori locali anche di minoranza, ad una responsabilità condivisa, con riguardo alle maggiori spese del comune per i rincari energetici.
Nel contempo, lo stanziamento di 100.000 euro per aiutare le famiglie contro il “caro bollette”, va nella direzione proposta con la mozione che come ABC2030 e PD avevamo protocollato nel mese di febbraio proprio in tal senso: su questa, abbiamo acconsentito ad un maxi-emendamento in modo che potesse convergere l’approvazione unanime del consiglio.
Ha invece creato scompiglio e disorientamento, tra i consiglieri della maggioranza, la nostra proposta di un emendamento tecnico alla delibera per consentire lo svolgimento del Consiglio Comunale da remoto: in linea generale, eravamo favorevoli a tale possibilità, e abbiamo chiesto semplicemente di rendere esplicita la regola dello svolgimento in presenza, e dello svolgimento da remoto come eccezione o come possibilità da esercitare non “a piacimento”, ma con il coinvolgimento della conferenza dei capigruppo.
L’emendamento, anticipato in via informale il giorno prima ai capigruppo, discusso con gli uffici è stato formalizzato la sera del consiglio, con il parere favorevole degli uffici. Peccato che la maggioranza abbia espresso voto contrario “per principio”. Di che principio poi si sia trattato, considerato che non c’erano ragioni tecniche, non lo abbiamo compreso.
Purtroppo, la mancanza di una casistica chiara per orientare la scelta di convocazione in presenza ovvero con modalità da remoto, e la mancanza di chiarezza sulla prevalenza dello svolgimento in presenza rispetto alle modalità in remoto, ha determinato il nostro voto contrario alla delibera. La modifica al regolamento, infatti, mancando di definire la regola e l’eccezione, rischia di sottrarre anche le sedute del Consiglio al luogo naturale di dialettica democratica. Stiamo perdendo i luoghi della democrazia! Nei social c’è abbondanza di monologhi che però, nella dinamica delle echo chamber, polarizzano le posizioni e non consentono di arrivare a una sintesi “hegheliana”: sono sempre meno, quindi, le occasioni di dibattito pubblico. Noi minoranze, inoltre, non abbiamo alcun luogo istituzionale per incontrare la cittadinanza pur avendone fatto richiesta ancora ad ottobre (e avendo ricevuto risposte “evasive”).
Le modifiche apportate al regolamento svuotano di significato la solennità delle sedute in presenza, e producono un appiattimento bidimensionale dell’agorà politica. Per questo chiedevamo di preservare la solennità del consiglio in presenza, e chiarire che lo svolgimento da remoto resta una opportunità gradita e comoda, ma pur sempre residuale: la dialettica e il confronto in presenza, soprattutto se faticosi, sono un esercizio che fa crescere, perché non conta solo arrivare alla meta, ma vale anche il viaggio che si affronta. Invece, è facile e comodo silenziare (con un clic) il pensiero divergente.
Infine, sono state votate due mozioni: oltre a quella sugli aiuti alle famiglie per il caro energia, anche quella sulla toponomastica femminile, protocollata con la firma di tutte le consigliere in occasione della festa della donna e nata sulla scia delle iniziative dell’ANPI, per intitolare le prossime strade alle donne. Non ha avuto rilievo ufficiale, nei comunicati e nella presentazione delle iniziative comunali per l’otto marzo, ma resta una proposta delle donne per le donne. Su 223 strade censite solo 14 sono intitolate a donne; e, tra queste, nessuna strada è intitolata a scienziate, né artiste, né sportive. Non c’è lo scopo di mettere bandierine di conquista nelle vie cittadine, ma di attivare un volano per l’educazione e la memoria condivisa di donne che hanno agito e prodotto cultura, che hanno fatto la storia, le scienze e le arti. Un’opportunità trasversale per creare consapevolezza nelle donne di quanto può essere produttiva in tutti gli ambiti la leadership femminile.
Luisa Fantinato – AB2030; Andrea Canton e Riccardo Savio -PD
di seguito i link alla registrazione del Consiglio:
PRIMA PARTE:
SECONDA PARTE:
Sono contento della strategia adottata dalle minoranze in Consiglio comunale della goccia d’acqua che cade in continuazione sulla roccia: ogni volta che cade, la roccia si fende. Avanti tutta.