27/6/2022 Rifiuti urbani residui: l’UE dice che il riciclaggio del 60% non sarà sufficiente per raggiungere l’obiettivo al 2030

di Luciano Pizzato

L’obiettivo del piano d’azione dell’UE per l’economia circolare 2020 di dimezzare la quantità di rifiuti urbani non riciclati entro il 2030 potrebbe essere non raggiungibile dagli Stati Membri anche con il 60% di riciclaggio o riutilizzo dei propri rifiuti urbani previsto anch’esso per il 2030. Questi obiettivi sono collegati e azioni più ambiziose di riciclo, di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti urbani dovranno essere messe in atto.

I rifiuti urbani rappresentano il 27% del totale dei rifiuti prodotti nell’UE (esclusi i rifiuti minerali). Se non gestito correttamente, può avere impatti negativi significativi sia sulla salute umana che sull’ambiente. 

L’obiettivo del piano d’azione per l’economia circolare di dimezzare i rifiuti urbani residui entro il 2030 e gli obiettivi dell’UE in materia di riciclaggio dei rifiuti urbani sono intrinsecamente collegati.

Negli ultimi 5 anni, la quantità di rifiuti urbani residui generati ogni anno si è stabilizzata a circa 113 milioni di tonnellate, anche se il tasso di riciclaggio dell’UE è leggermente cresciuto dal 45% nel 2015 al 48% nel 2020. Raggiungere l’obiettivo di dimezzare i rifiuti urbani residui entro il 2030 significherebbe ridurre la quantità di rifiuti urbani residui di circa 56,5 milioni di tonnellate.

Anche se tutti gli Stati membri dell’UE raggiungessero l’obiettivo vincolante di riciclaggio del 60% entro il 2030, le tendenze attuali indicano che la quantità di rifiuti urbani residui potrebbe superare gli 80 milioni di tonnellate in quell’anno, mancando l’obiettivo di oltre 23 milioni di tonnellate.

Se la produzione di rifiuti urbani continua a crescere, almeno il 72% dei rifiuti prodotti dovrebbe essere riciclato per raggiungere l’obiettivo del piano d’azione per l’economia circolare di dimezzare la quantità di rifiuti urbani residui entro il 2030, un tasso di riciclaggio significativamente più elevato rispetto a quello attuale. In alternativa, l’obiettivo potrebbe essere raggiunto riducendo la quantità di rifiuti generati di circa un terzo o attraverso una combinazione di questi approcci.

Prevenire la produzione di rifiuti, in particolare quelli non riciclabili, offrirebbe i maggiori benefici per l’ambiente. La riduzione dei rifiuti necessaria per raggiungere l’obiettivo richiederebbe l’attuazione di misure di prevenzione dei rifiuti molto ambiziose a livello sia dell’UE che degli Stati membri, ad esempio aumentando la durata della vita dei beni di consumo e garantendo un forte sostegno al riutilizzo dei prodotti.

Rifiuti residuiRifiuti che non sono stati né riciclati né riutilizzati, ovvero materiale di scarto non raccolto separatamente per il riciclaggio o il compostaggio/digestione, e residui dei processi di cernita I rifiuti urbani residui vengono inceneriti o collocati in discarica, due opzioni che rappresentano minacce ambientali, distruggono risorse e comportano l’estrazione di nuovi materiali, bloccando la circolarità dei flussi di materiale.
RiciclaggioQualsiasi operazione di recupero in cui i materiali di scarto vengono ritrattati in prodotti, materiali o sostanze, idonei o meno allo scopo originario.
Preparazione al riutilizzoOperazioni di controllo, pulizia o riparazione, mediante le quali i prodotti o le loro rispettive parti vengono preparati per essere riutilizzati, senza richiedere alcun altro pre-trattamento.
Prevenzione dei rifiutiAzioni intraprese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto diventi rifiuto, con l’obiettivo di ridurre la quantità di rifiuti, le sostanze nocive associate ai rifiuti e gli impatti sfavorevoli sull’ambiente e sulla salute umana.
Tab. 1: Definizioni
Tab. 2: Bilancio di sostenibilità HERA 2020

Chi è Luciano Pizzato: Oggi attivista ABC2030, Chimico e già manager di multinazionali, nonché Esperto di legislazione europea e di sostenibilità

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