Prospettiva di minoranza: Consiglio Comunale del 14.11.2022

Ecco il resoconto delle delibere del Consiglio Comunale dedicato essenzialmente all’approvazione  della variante al Piano degli interventi n. 14.1  

Già in fase di adozione della variante (il 14 aprile 2022), le minoranze si erano astenute. Anche in  fase di approvazione, le minoranze si sono astenute, in attesa che il quadro sia completato  con la variante 14.2 (già preannunciata come la sede di molti accordi pubblico/privato). 

Rispetto alla var. 14.1 resta un apprezzamento per le buone intenzioni espresse in linea generale con registro del consumo di suolo, la matrice del consumo della CO2, nuovi obblighi di  conservazione del verde privato e lo stralcio della zona industriale lungo Strada Battaglia.  Tuttavia, il consumo di suolo trionfalmente bandito a detta dell’amministrazioni, a ben vedere  rientra dalla finestra, considerato l’accoglimento di numerose richieste e osservazioni per la  trasformazione di suolo agricolo in residenziale … 

Sono state poste, quindi, alcune domande all’assessora Luise: è tutto a posto? Tutte le proposte già oggetto di adozione e le nuove osservazioni approvate nelle more dell’approvazione sono state  adeguatamente valutate? Si può escludere con certezza che nessuna delle osservazioni sia stata  strumentale a sanare una preesistente situazione irregolare? Si può affermare con certezza che in  tutti i casi le situazioni uguali sono state trattate in modo uguale, senza alcuna disparità di  trattamento? 

Oltre alle domande poste la sera del consiglio, restano in sospeso temi importanti come quello dei  crediti edilizi, nel corso della commissione preparatoria già oggetto di frizione tra  l’amministrazione e un cittadino intervenuto, con successivo voto non allineato di un componente  della maggioranza. 

Sono inoltre rinviati alla variante 14/2 altre significative scelte di urbanistica: il destino  delle aree di Sant’Agostino comprese nel vecchio piano di recupero lungo Strada Battaglia che  comprendeva anche una torre di 60 metri e che spingendosi dentro verso via Sabbioni, va ad  intaccare un’area di campi coltivati; la sorte della zona antistante l’Ipercity, forse da destinarsi a  commerciale; la rimodulazione dell’intervento nell’area dell’ex deposito di carburanti Braghetta; ed  anche la singolare richiesta di realizzare un albergo di 150 camere nella zona agricola di via  Foscolo.  

Attendiamo gli sviluppi.  

Intanto, chi volesse verificare le proposte di trasformazione urbanistica ammissibili, inammissibili,  decise con la var. 14.1 o da decidersi con la prossima var. 14.2, le trova su  QUI 

Andrea Canton e Riccardo Savio, Partito Democratico – Luisa Fantinato ABC2030

Prospettiva di Minoranza – Consiglio Comunale del 29.09.2022

 Ecco il resoconto delle delibere del Consiglio comunale di fine settembre che meritano particolare attenzione. 

Quanto alla presentazione del Documento Unico di Programmazione 2023-2025, le minoranze si sono astenute ritenendo che il DUP nasca vecchio e contempli parametri, dati e scenari che sono significativamente mutati nell’ultimo periodo: sicché è difficile considerare attendibili gli auspici del documento in relazione alla gestione della difficile situazione socioeconomica, sia regionale e provinciale che nazionale e internazionale. Si scorgono, nel DUP, elementi che hanno caratterizzato l’impostazione anche del nostro programma elettorale, come l’adesione all’agenda ONU 2030 con i suoi 17 obiettivi; e si ritrova qualche obiettivo puntuale, come il prolungamento del SIR1, ed altre previsioni necessitate (la rotatoria di via Torino, grande viabilità est e ovest); le minoranze, ancora, apprezzano poi l’obiettivo di miglioramento della macchina amministrativa attraverso l’innovazione digitale, ma ricordano la necessità di investire sulle risorse umane e garantire al personale un clima lavorativo ottimale. Abbiamo quindi optato per l’astensione, in attesa di una valutazione più compiuta in sede di bilancio il prossimo dicembre. 

Torna poi un nuovo capitolo della vicenda Busitalia: il Comune di Albignasego, uscito sconfitto in un ginepraio di cause incrociate tra Comuni affidanti, Busitalia ed enti di governo territoriale, è stato costretto al pagamento delle annualità 2018 e, per le altre fino a 2021 ha deciso di pagare “spontaneamente” per prevenire la lite. È quindi arrivata in Consiglio la delibera relativa alla transazione con Busitalia, per circa un milione di euro che il Comune di Albignasego si impegna a pagare per prevenire ulteriori giudizi, con uno “sconto” del 10% sul capitale e sugli interessi. In uno scenario desolante le amministrazioni locali sono un interlocutore maltrattato; sicché le minoranze non riescono ad essere “bastonate e felici”, pertanto si sono astenute sulla transazione, senza risparmiare critiche per la gestione politica che ha portato a questa situazione e in particolare per le ambigue scelte regionali e provinciali che il Comune ha subito, per le indicazioni contraddittorie, o talvolta forse disinvolte che il Comune ha ricevuto e per il cattivo uso dell’autonomia concessa agli enti locali (v. comunicato e articoli sulla stampa locale). Tanto più che oggi, come allora, BUSITALIA VENETO SPA è gestore del TPL, e, del tutto inaspettatamente, il primo settembre ha “lasciato a piedi” gli studenti di Albignasego avvisando il Comune che per l’anno scolastico in avvio (il 12 settembre) non avrebbe garantito il servizio di corse dedicate agli studenti (usualmente garantito con servizio aggiuntivo). Si auspica che il nuovo Presidente della Provincia presti rinnovata attenzione al Trasporto pubblico, anche facendosi collettore e portavoce esigenze degli utenti finali di tutta la provincia; e soprattutto, delle esigenze del trasporto scolastico, un tema di rilevanza sovracomunale, per il quale è auspicabile un’azione congiunta e coordinata tra enti locali. Si sa, l’unione fa la forza! 

In Consiglio è poi stato affrontato, con il voto favorevole delle minoranze, anche il tema dei finanziamenti “in conto capitale” alle scuole paritarie dell’infanzia per le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il voto è stato favorevole, con il riconoscimento 

dell’importanza del lavoro delle Parrocchie per la mancanza, sul territorio, di un asilo pubblico statale. Il tema era già stato trattato in commissione dove, su richiesta delle minoranze, in fase di approvazione del regolamento, si è esteso il novero delle possibilità di finanziamento per le scuole dell’infanzia, prevedendo la possibilità di contributi in conto gestione anche relativamente a progetti particolari (oltre al contributo ordinario per ciascun iscritto residente), come previsto dalla legge regionale

Quanto all’aumento del contributo “in conto gestione” per ciascun iscritto alle scuole paritarie, si è rinnovato il voto favorevole già espresso in sede di variazione di bilancio; nel contempo sottolineando che tale contributo, che oggi ascende a 600 euro annui e rappresenta un sostegno alle famiglie per contenere la retta, deve essere riconosciuto anche alle famiglie che portano i bambini in scuole materne statali in comuni diversi (come facoltizzato dal comma 1 bis art. 138 bis della L.R.V. 11/2001). 

È compito precipuo delle minoranze, del resto, proporre stimoli al miglioramento dell’esistente: e come in altre occasioni, quando si discute di welfare le minoranze sono presenti e propositive. 

Da ultimo, è stata discussa in consiglio la mozione della Lega per la grazia a Walter Onichini, il macellaio di Legnaro in carcere per aver reagito e ferito il rapinatore introdottosi in casa sua. E’ difficile esprimersi in merito a situazioni dove è arduo tracciare un confine netto tra ciò che è bene e ciò che è male, perché i ruoli di vittima e reo sono così strettamente connessi da essere interscambiati. Tuttavia le minoranze non potendo condividere l’impostazione della mozione presentata come una “critica integrale al sistema” non hanno aderito ad un testo che sottende una prospettiva e un obiettivo politico che sembrano prevalere sul resto. La mozione è stata approvata dalla maggioranza mentre, considerando “ragioni di umanità” ed esprimendo solidarietà per la difficile situazione in cui si trovano il sig. Onichini e la sua famiglia, le minoranze si sono astenute. 

Luisa Fantinato ABC2030 – Andrea Canton e Riccardo Savio, Partito Democratico

Scarica la versione in pdf e guarda il video dell’intero Consiglio

27/6/2022 Rifiuti urbani residui: l’UE dice che il riciclaggio del 60% non sarà sufficiente per raggiungere l’obiettivo al 2030

di Luciano Pizzato

L’obiettivo del piano d’azione dell’UE per l’economia circolare 2020 di dimezzare la quantità di rifiuti urbani non riciclati entro il 2030 potrebbe essere non raggiungibile dagli Stati Membri anche con il 60% di riciclaggio o riutilizzo dei propri rifiuti urbani previsto anch’esso per il 2030. Questi obiettivi sono collegati e azioni più ambiziose di riciclo, di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti urbani dovranno essere messe in atto.

I rifiuti urbani rappresentano il 27% del totale dei rifiuti prodotti nell’UE (esclusi i rifiuti minerali). Se non gestito correttamente, può avere impatti negativi significativi sia sulla salute umana che sull’ambiente. 

L’obiettivo del piano d’azione per l’economia circolare di dimezzare i rifiuti urbani residui entro il 2030 e gli obiettivi dell’UE in materia di riciclaggio dei rifiuti urbani sono intrinsecamente collegati.

Negli ultimi 5 anni, la quantità di rifiuti urbani residui generati ogni anno si è stabilizzata a circa 113 milioni di tonnellate, anche se il tasso di riciclaggio dell’UE è leggermente cresciuto dal 45% nel 2015 al 48% nel 2020. Raggiungere l’obiettivo di dimezzare i rifiuti urbani residui entro il 2030 significherebbe ridurre la quantità di rifiuti urbani residui di circa 56,5 milioni di tonnellate.

Anche se tutti gli Stati membri dell’UE raggiungessero l’obiettivo vincolante di riciclaggio del 60% entro il 2030, le tendenze attuali indicano che la quantità di rifiuti urbani residui potrebbe superare gli 80 milioni di tonnellate in quell’anno, mancando l’obiettivo di oltre 23 milioni di tonnellate.

Se la produzione di rifiuti urbani continua a crescere, almeno il 72% dei rifiuti prodotti dovrebbe essere riciclato per raggiungere l’obiettivo del piano d’azione per l’economia circolare di dimezzare la quantità di rifiuti urbani residui entro il 2030, un tasso di riciclaggio significativamente più elevato rispetto a quello attuale. In alternativa, l’obiettivo potrebbe essere raggiunto riducendo la quantità di rifiuti generati di circa un terzo o attraverso una combinazione di questi approcci.

Prevenire la produzione di rifiuti, in particolare quelli non riciclabili, offrirebbe i maggiori benefici per l’ambiente. La riduzione dei rifiuti necessaria per raggiungere l’obiettivo richiederebbe l’attuazione di misure di prevenzione dei rifiuti molto ambiziose a livello sia dell’UE che degli Stati membri, ad esempio aumentando la durata della vita dei beni di consumo e garantendo un forte sostegno al riutilizzo dei prodotti.

Rifiuti residuiRifiuti che non sono stati né riciclati né riutilizzati, ovvero materiale di scarto non raccolto separatamente per il riciclaggio o il compostaggio/digestione, e residui dei processi di cernita I rifiuti urbani residui vengono inceneriti o collocati in discarica, due opzioni che rappresentano minacce ambientali, distruggono risorse e comportano l’estrazione di nuovi materiali, bloccando la circolarità dei flussi di materiale.
RiciclaggioQualsiasi operazione di recupero in cui i materiali di scarto vengono ritrattati in prodotti, materiali o sostanze, idonei o meno allo scopo originario.
Preparazione al riutilizzoOperazioni di controllo, pulizia o riparazione, mediante le quali i prodotti o le loro rispettive parti vengono preparati per essere riutilizzati, senza richiedere alcun altro pre-trattamento.
Prevenzione dei rifiutiAzioni intraprese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto diventi rifiuto, con l’obiettivo di ridurre la quantità di rifiuti, le sostanze nocive associate ai rifiuti e gli impatti sfavorevoli sull’ambiente e sulla salute umana.
Tab. 1: Definizioni
Tab. 2: Bilancio di sostenibilità HERA 2020

Chi è Luciano Pizzato: Oggi attivista ABC2030, Chimico e già manager di multinazionali, nonché Esperto di legislazione europea e di sostenibilità

28.05.2022 SCUOLA SUPERIORE: “adelante Pedro, con judicio”

Il punto dei consiglieri di minoranza

Il tema della Scuola Superiore sta molto a cuore a tutta la coalizione Albignasego 2030.

Ecco perchè vi invitiamo a leggere il comunicato dei nostri Consiglieri di Minoranza e a dare il vostro parere attraverso il sondaggio (premi QUI per accedere al link, è un questionario assolutamente anonimo!) che abbiamo creato per sapere cosa ne pensiate.

COMUNICATO DEI CONSIGLIERI DI MINORANZA

Prospettiva di minoranza – Consiglio Comunale del 29.04.2022

Si è svolto in presenza l’ultimo consiglio comunale, con molti punti all’o.d.g..

Nelle sue comunicazioni il Sindaco, ha risposto alle sollecitazioni delle minoranze sulle posizioni dirigenziali: con numeri e affermazioni sui quali torneremo con approfondimenti. Ad oggi, constatiamo che qualcosa si è mosso, dal momento che con la delibera di Giunta n. 84 del 5 maggio 2022, è stata indetta una selezione pubblica per incarico a tempo determinato per il posto di responsabile V settore ai sensi dell’art.110 comma 1 del TUEL. 

Poi, parola alle minoranze con l’interpellanza esposta dal consigliere PD Riccardo Savio, volta a conoscere e approfondire le modalità di comunicazione dell’Amministrazione, nelle pagine social network, nel sito internet istituzionale e mediante l’applicazione MyAlbignasego

Volevamo infatti mettere a fuoco la differenza tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica: la prima (a spese dell’ente), è volta a informare la comunità sugli eventi e novità di carattere generale; la seconda invece, è, di fatto, propaganda per conquistare consensi ed elettorato. Purtroppo, in molti comunicati prodotti dal Comune, la distinzione sembra perdersi: per questo si è voluto sottolineare che in alcuni comunicati le notizie scivolano nella propaganda, spesso volta a screditare le minoranze quando esprimono, nelle loro funzioni, una voce discorde (come accaduto con il comunicato del 30.12.2021, per il voto contrario al bilancio). 

La commistione, accettabile in un contesto privato, non lo è in ambito istituzionale; così non è accettabile che la maggioranza faccia uso di strumenti istituzionali, senza diritto di partecipazione o contraddittorio per la minoranza. Sulla base di tali presupposti, sono state poste alcune precise domande, tra le quali:  

A chi compete la responsabilità della pubblicazione nel sito internet istituzionale e nelle pagine social Chi ne definisce i contenuti? Con quali finalità vengono pubblicati i contenuti? Perché nella pagina Facebook non vengono pubblicate le convocazioni dei Consigli Comunali e delle commissioni? Come vengono trattati, gestiti e raccolti i dati personali dai cittadini che fanno richiesta di intervento o segnalano  disservizi attraverso l’applicazione my albignasego? Chi contatta i cittadini per la verifica dell’intervento e il successivo esito? In cosa consiste la delega al Presidente del Consiglio per il “Rafforzamento del progetto segnalazioni e reclami? “

Riteniamo fondamentale capire se si tratti di attività amministrativa-istituzionale o di attività politica di parte. In attesa delle risposte, abbiamo anche anticipato l’obiettivo di elaborare una social media policy per lo sviluppo della comunicazione dell’ente, nell’ambito delle competenze della Prima Commissione.

Abbiamo espresso voto favorevole alle delibere che prevedono adeguamenti normativi dei regolamenti vigenti, ed anche alla modifica dello Statuto per spostare la disciplina dei comitati di quartiere nel solo regolamento. Sul punto, ci prepariamo ad avanzare alcune proposte di modifica al regolamento, con un gruppo di lavoro. 

Abbiamo espresso voto favorevole per l’aggiornamento del PEBA -Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche)e per la modifica al D.U.P. Documento unico di programmazione: (finalmente!) l’attenzione per alcune opere strategiche per la città, presenti anche nel nostro progetto per una migliore Albignasego. In particolare, la nuova collocazione della pista di atletica, sembra superare le criticità – segnalate da noi – della vecchia collocazione: per questo in campagna elettorale, avevamo tanto insistito sulla necessità di un nuovo slancio e una valutazione ex novo del progetto ( … lasciateci solo ricordare che in campagna la propaganda della maggioranza parlava del vecchio progetto già come esecutivo … ma, evidentemente, questa non era comunicazione istituzionale!). Confidiamo che il nuovo corso consenta alla nostra città di diventare punto di riferimento dell’area a sud di Padova per l’atletica leggera ed anche per l’attività sportiva libera. 

Abbiamo apprezzato l’annunciata ristrutturazione dell’ex municipio in via Roma come sede di attività socio culturali, confidando anche nell’adeguamento della sua accessibilità: sul punto, invero, auspichiamo che siano tenute nella doverosa considerazione le esigenze del Corpo di Polizia Locale, che in tale edificio ha attualmente sede, sia nella fase dei lavori, sia per la gestione della promiscuità degli spazi con le associazioni di volontariato. 

Da sempre favorevoli anche alla realizzazione di impianti fotovoltaici per progetti di comunità energetiche, uno dei cavalli di battaglia del nostro programma, per una rivoluzione verde fatta di energia pulita autoprodotta e autoconsumata, ci correva l’obbligo di avallare anche tale proposta. Sapremo farci portavoce di proposte sul punto. 

Infine, non potevamo non sentirci chiamati, come amministratori locali anche di minoranza, ad una responsabilità condivisa, con riguardo alle maggiori spese del comune per i rincari energetici. 

Nel contempo, lo stanziamento di 100.000 euro per aiutare le famiglie contro il “caro bollette”, va nella direzione proposta con la mozione che come ABC2030 e PD avevamo protocollato nel mese di febbraio proprio in tal senso: su questa, abbiamo acconsentito ad un maxi-emendamento in modo che potesse convergere l’approvazione unanime del consiglio.

Ha invece creato scompiglio e disorientamento, tra i consiglieri della maggioranza, la nostra proposta di un emendamento tecnico alla delibera per consentire lo svolgimento del Consiglio Comunale da remoto: in linea generale, eravamo favorevoli a tale possibilità, e abbiamo chiesto semplicemente di rendere esplicita la regola dello svolgimento in presenza, e dello svolgimento da remoto come eccezione o come possibilità da esercitare non “a piacimento”, ma con il coinvolgimento della conferenza dei capigruppo.

L’emendamento, anticipato in via informale il giorno prima ai capigruppo, discusso con gli uffici è stato formalizzato la sera del consiglio, con il parere favorevole degli uffici. Peccato che la maggioranza abbia espresso voto contrario “per principio”. Di che principio poi si sia trattato, considerato che non c’erano ragioni tecniche, non lo abbiamo compreso.  

Purtroppo, la mancanza di una casistica chiara per orientare la scelta di convocazione in presenza ovvero con modalità da remoto, e la mancanza di chiarezza sulla prevalenza dello svolgimento in presenza rispetto alle modalità in remoto, ha determinato il nostro voto contrario alla delibera. La modifica al regolamento, infatti, mancando di definire la regola e l’eccezione, rischia di sottrarre anche le sedute del Consiglio al luogo naturale di dialettica democratica. Stiamo perdendo i luoghi della democrazia! Nei social c’è abbondanza di monologhi che però, nella dinamica delle echo chamber, polarizzano le posizioni e non consentono di arrivare a una sintesi “hegheliana”: sono sempre meno, quindi, le occasioni di dibattito pubblico. Noi minoranze, inoltre, non abbiamo alcun luogo istituzionale per incontrare la cittadinanza pur avendone fatto richiesta ancora ad ottobre (e avendo ricevuto risposte “evasive”). 

Le modifiche apportate al regolamento svuotano di significato la solennità delle sedute in presenza, e producono un appiattimento bidimensionale dell’agorà politica. Per questo chiedevamo di preservare la solennità del consiglio in presenza, e chiarire che lo svolgimento da remoto resta una opportunità gradita e comoda, ma pur sempre residuale: la dialettica e il confronto in presenza, soprattutto se faticosi, sono un esercizio che fa crescere, perché non conta solo arrivare alla meta, ma vale anche il viaggio che si affronta. Invece, è facile e comodo silenziare (con un clic) il pensiero divergente. 

Infine, sono state votate due mozioni: oltre a quella sugli aiuti alle famiglie per il caro energia, anche quella sulla toponomastica femminile, protocollata con la firma di tutte le consigliere in occasione della festa della donna e nata sulla scia delle iniziative dell’ANPI, per intitolare le prossime strade alle donne. Non ha avuto rilievo ufficiale, nei comunicati e nella presentazione delle iniziative comunali per l’otto marzo, ma resta una proposta delle donne per le donne. Su 223 strade censite solo 14 sono intitolate a donne; e, tra queste, nessuna strada è intitolata a scienziate, né artiste, né sportive. Non c’è lo scopo di mettere bandierine di conquista nelle vie cittadine, ma di attivare un volano per l’educazione e la memoria condivisa di donne che hanno agito e prodotto cultura, che hanno fatto la storia, le scienze e le arti. Un’opportunità trasversale per creare consapevolezza nelle donne di quanto può essere produttiva in tutti gli ambiti la leadership femminile.

Luisa Fantinato – AB2030; Andrea Canton e Riccardo Savio -PD

di seguito i link alla registrazione del Consiglio:

PRIMA PARTE:

SECONDA PARTE:

29.04.2022 Gaia Peraro fa parte della Commissione Pari Opportunità

Gaia Peraro, già candidata consigliera alle scorse elezioni comunali, ora è membro della commissione Pari Opportunità. Cogliamo l’occasione per augurarle buon lavoro!

Gaia Peraro, 19 anni, nuovo membro della commissione Pari Opportunità del Comune di Albignasego

“Ho iniziato una nuova avventura all’interno del nostro comune! Sono Gaia Peraro, ho 19 anni, e faccio parte della nuova Commissione Pari Opportunità del Comune di Albignasego, che si è insediata martedì 12 aprile. Dopo la mia candidatura come consigliera con la lista civica Albignasego Bene Comune 2030, mi è stato proposto di partecipare alla commissione che si occupa di tematiche a me molto care e che sto avendo la possibilità di approfondire nel mio percorso di studi universitari. Così ho accettato volentieri la proposta e ora sono membro designato dalla minoranza. 

All’interno del gruppo voglio portare il mio sguardo interessato e preoccupato verso temi come l’uguaglianza di genere, l’inclusione di persone straniere e con disabilità. Sono impegnata nel sociale come volontaria da molti anni, in particolare in un doposcuola frequentato da bambini per la maggior parte di origine straniera e con difficoltà scolastiche e spesso povertà educative. Questo contatto stretto con i ragazzi ha acceso e animato un desiderio di poter fare qualcosa per situazioni di margine e difficoltà e quindi un interesse nell’informazione e nello studio di queste tematiche. Sto frequentando il corso di Servizio Sociale presso l’università degli Studi di Padova e questo mi permette di approfondire e studiare da un punto di vista professionale queste situazioni. Voglio portare questo all’interno della commissione: la mia esperienza, le conoscenze che sto apprendendo e le idee e i progetti che nascono da ciò. Ne è esempio un progetto ideato durante un lavoro di gruppo all’università sulla violenza psicologica, che spero susciti interesse all’interno della commissione e che possa essere realizzato durante il nostro mandato.”

Gaia Peraro

25.04.2022 Le città “spugna”

di Manuela Zaidan

immagine presa da https://www.green.it/citta-spugna/

Quando casa nostra è malridotta, generalmente non ci accontentiamo di spazzare la polvere sotto i mobili e abbassare la luce per non vederne i difetti, giusto?
Lo stesso capita quando si parla della nostra città, che è semplicemente ‘casa nostra’ in senso più ampio: dove andiamo a fare la spesa, prendiamo un gelato la domenica, facciamo un giro in bici, andiamo a trovare un vicino o più semplicemente ci godiamo la pace del nostro cortile, o della nostra strada dopo una giornata di lavoro.
E trovarsi da un momento all’altro, per colpa anche solo di un paio di violente piogge, sotto svariati centimetri di acqua fredda e puzzolente è piuttosto lontano dal nostro ideale di casa accogliente: come minimo sgradevole, se non pericoloso – come accaduto a uno dei nostri concittadini, salvato per un pelo dal suo stesso garage allagato.
Quindi che si fa? E’ sufficiente tenere puliti gli argini e i fossi, in una ripulita veloce?
Non ci sono altre soluzioni?
Berlino, Melbourne, Copenaghen, la Cina stanno immaginando una città diversa, che sappia proteggersi da sola dalla troppa – o troppo poca – acqua, funzionale ma allo stesso tempo più piacevole da vivere e da vedere: la città spugna.
‘Se non puoi combattere il nemico, unisciti a lui’, dice un proverbio: la soluzione sta nell’accogliere, anzichè combattere, i flussi idrici naturali, con una combinazione di materiali drenanti, parchi naturali, tunnel sotterranei e bacini di raccolta.
Immaginate parchi con spazi dedicati a strutture di stoccaggio della pioggia, la cui acqua potrà poi essere depurata e riutilizzata;
Immaginate tetti verdi, superfici a verde verticale (una soluzione adottata sin dagli antichi etruschi e romani!) dove le piante assorbano in tempo reale la pioggia che cade, producendo ossigeno, proteggendoci da muffa e infiltrazioni e regalandoci una vista più piacevole della cima dei nostri edifici;
Immaginate marciapiedi dove il cemento viene sostituito da mattoni che assorbono l’acqua, anzichè contrastarla e farla rifluire verso le case, per incanalarla nel sottosuolo e in ulteriori bacini di raccolta e destinarla a riutilizzo.

Una visione interessante, che restituisce alla città il suo equilibrio idrogeologico e che la rende più accogliente per noi.
Una boccata d’aria, al posto del solito vecchio metodo del ‘mettere una pezza quando la gomma è bucata’. Non è ora di dire basta al pensare sempre a posteriori, al trovare i soldi per coprire i danni dopo che l’alluvione c’è stata?
Perchè, anche se economicamente non ci fosse differenza, nessuno ci ripagherà del timore, del disagio e della distruzione di qualcosa a noi caro – o magari della morte di una persona cara.
Prevenire è meglio che curare, dice un altro proverbio.
Credo sia tempo di pensare in grande, prevedere, curare: per un sogno di città vivibile che appartenga a tutti noi.

Puoi approfondire ai seguenti link:

green.it-città spugna

futuroprossimo – città spugna

Prospettiva di minoranza – Consiglio Comunale 14.4.2022

Il 14 aprile 2022 si è tenuto il primo consiglio comunale in presenza, nell’aula consiliare, dopo lungo periodo.

Consiglio dedicato alla variante 14/1 al Piano degli interventi, spiegata, nelle linee essenziali, dal progettista: essenzialmente, un check generale al piano degli interventi, per dettare le linee di indirizzo per il futuro, una presa d’atto della necessità di modificare alcune scelte del passato, e il via libera per alcune puntuali istanze, definite di carattere “familiare”. 

La votazione per l’adozione è stata unitaria, non punto per punto in relazione alle istanze: seguirà, dopo la pubblicazione un periodo per le osservazioni, che poi saranno valutate in fase di approvazione definitiva.

La variante al Piano degli interventi propone degli spunti interessanti, in adempimento della normativa sovracomunale relativa al consumo di suolo, e anche una apprezzabile sperimentazione in termini di valutazione dell’impatto delle costruzioni:  con la carta di consumo di suolo e la periodica relazione al consiglio, si potrà tenere monitorato l’incremento del consumo di suolo; con la “sperimentazione” sulla la matrice per la compensazione della CO2 e la previsione di misure compensative con piantumazione, si aprono scenari interessanti; con divieto di abbattere gli alberi di alto fusto, finalmente si tutela l’esistente; con la prescrizione dello studio sul traffico per le strutture commerciali, si auspica una maggior tutela della vivibilità del territorio (basta che gli studi siano realistici e non come quello fatto per il Pentolone mentre eravamo in zona arancione, con il traffico eccezionalmente limitato). 

Occorrerà monitorare e rendere stringenti le misure compensative previste per le costruzioni: affichè non avvenga che il verde sia “monetizzato”, un po’ come si tende a fare quando non ci sono spazi per i parcheggi. Si scivolerebbe verso un inaccettabile “green washing  che vanifica le linee di indirizzo: occorre quindi rafforzare la valorizzazione del verde privato, che ha significativi benefici per il “polmone pubblico”, senza pesare sul pubblico per i costi di mantenimento. Lo scoperto privato o un bel giardinetto condominiale sono un modo, anche per i cittadini, di partecipare alla salvaguardia dell’ecosistema senza costi per le casse pubbliche; tuttavia, diventa difficile la partecipazione laddove le colate di cemento e l’ingombro degli edifici occupano i terreni fino alle minime distanze di legge: per questo è opportuno il cambio di passo verso un’urbanizzazione meno intensiva e sistematica. E per questo verranno monitorate le varianti e le trasformazioni, affichè le “esigenze familiari e puntuali” siano davvero tali, e non un modo surrettizio di sfruttamento ulteriore del territorio e di trasformazione delle zone agricole. Le minoranze vogliono infatti evitare la riproposizione del ventennio che ha seguito il primo PRG, che “di stanza in stanza in più per figli” ha portato 10.000 abitanti in più, senza analogo sviluppo delle infrastrutture. 

Ancora, è apprezzabile il ritorno ad “agricolo” di molti terreni della prevista (e mai nata) zona industriale: l’accoglimento delle istanze dei privati è l’evidenza che, nel 2013 la velleitaria politica di allora ha del tutto frainteso la lettura del contesto. L’allora decantata terra promessa per le imprese è rimasta deserto, il progetto non è decollato e oggi, con il ritorno all’agricolo, se ne certifica il fallimento. 

Le minoranze, avendo compreso lo sforzo della progettazione e ritenendo apprezzabili alcuni abbrivi, si sono quindi astenute al momento della votazione.

Il check al piano degli interventi proseguirà, dopo l’estate, con la redazione della variante 14/2, che valuterà alcune richiesta più significative, impattanti, e a volte eccentriche (si veda, ad esempio, la domanda n. 91 relativa alla costruzione di un Albergo in via Foscolo).  

Per chi volesse approfondire, trova  le istanze a questo link Proposte di trasformazione urbanistica in variante al PAT/PI | Città di Albignasego; chi volesse, potrà presentare osservazioni nei prossimi due mesi.

Resta ferma la necessità di monitoraggio diffuso, già richiesto più volte dalle minoranze ai cittadini, per scongiurare il rischio di un cambio di passo “del Gattopardo”, dove cambia tutto perché tutto resti come prima.

Luisa Fantinato, ABC – Albignasego Bene Comune 2030

Andrea Canton, Riccardo Savio, Partito Democratico

Prospettiva di minoranza – Consiglio Comunale del 21.03.2022

Si è svolto, su zoom, anche l’ultimo veloce consiglio comunale, senza interrogazioni né mozioni, con una comunicazione del Sindaco sulla variante 20 al P.I., e con una proposta di delibera relativa alla condivisione della segreteria comunale con il Comune di Montegrotto.

Non è difficile comprendere le ragioni che inducono il comune di Montegrotto a chiedere la condivisione della risorsa: consta una situazione generale di grave carenza di Segretari in servizio, atteso che su 5171 sedi di segreteria ben 2783 sono vacanti.

Una prima riflessione di ordine solidaristico impone quindi di dare seguito a tale richiesta, ancorché – è bene chiarirlo – la delibera non risponda ad alcun interesse pubblico specifico del nostro comune: la condivisione del Segretario, al 70% per Albignasego, e 30% per Montegrotto, non porta alcun beneficio per il nostro territorio.

La situazione impone una seconda riflessione in relazione allo scenario interno nel nostro comune, anche in vista del probabile pensionamento, l’anno prossimo, del Segretario.

Le minoranze ritengono doverosa una riflessione su come l’Amministrazione stia preparando il passaggio di consegne, visto che la struttura è priva di figure dirigenziali. Perché nel Comune di Albignasego, tra i circa 70 dipendenti, non ci sono dirigenti, e le funzioni dirigenziali sono esercitate con incarichi provvisori, conferiti dal Sindaco ai capisettore e periodicamente rinnovati.

Le minoranze hanno quindi chiesto che questo vuoto diventi un’opportunità per individuare delle figure con qualifica dirigenziale, cui dare effettiva autonomia e responsabilità: così il risparmio di spesa sarebbe idealmente reinvestito in un percorso di implementazione delle competenze del personale.

La richiesta è coerente con l’emendamento al DUP, proposto dalle minoranze e votato favorevolmente dal Consiglio Comunale a fine dicembre 2021, con il quale si è chiesta una maggior attenzione al personale e l’individuazione di figure apicali. Ma il Sindaco, sul punto, è stato categorico: nessun dirigente è in previsione per il nostro Comune. Si risparmia (ferocemente) sul personale.  

Ma è vero risparmio quello fatto sulla struttura, sui dipendenti, e sulle competenze?

Il tema fa risuonare le difficoltà di trovare un comandante per la polizia locale, il sesto in sei anni: situazione in cui è stato additato, quale causa delle ripetute difficoltà per coprire il posto, un trattamento non adeguato al ruolo.

Siamo consapevoli del fascino della narrazione del risparmio di spesa generato dal mantenere il personale con qualifiche inferiori, cui conferire annualmente funzioni dirigenziali. Siamo altresì consapevoli che questa scelta pesa meno sulle casse del Comune e rende di più sul piano della dipendenza tra premiante (Sindaco) e premiato (dipendente temporaneamente beneficiato di ruoli per i quali, forse, potrebbe non avere titoli). In ogni caso, il risparmio sulla struttura e sul personale non può essere considerato, di per sé solo, virtuoso.

Talvolta, la comunicazione politica preferisce uno storytelling di facile presa, rafforzato da diffusi stereotipi su dipendenti pubblici, invece di soluzioni più articolate ed efficaci, la cui spiegazione risulterebbe però complessa.

Noi minoranze invece chiediamo di riflettere sul fatto che il risparmio sul personale, ancorché a prima vista accattivante, può essere foriero di criticità per lo stato di salute della macchina comunale: la mancanza di articolazione degli uffici porta all’accentramento delle funzioni, e consente un maggiore controllo delle persone. Questo determina costi in termini di inefficienza occulta (ad esempio in caso di turnover spinto), di deterioramento del  clima interno, e preclusione di sviluppo futuro.

La politica, come i manager, dovrebbe limitarsi all’individuazione degli obiettivi di governo e alle funzioni di indirizzo; le direttive politiche dovrebbero avere carattere di generalità ed svolgere nei confronti degli uffici un’effettiva funzione di alta direzione e coordinamento, senza vincolare le scelte propriamente gestionali; dal canto suo,  l’amministrazione attiva, nel rispetto degli indirizzi politici, nei procedimenti deve garantire l’imparzialità e la legalità, difendendola dalle eventuali influenze della (deriva) politica. Invece, spesso, la politica si sente appagata dal controllo; e così talvolta accade che la buona amministrazione debba essere difesa dalla magistratura, dopo la denuncia di eventi patologici.

Magari gli scenari attuali nel nostro comune non saranno così drastici. Nondimeno, vale guardare oltre le apparenze del risparmio e oltre gli stereotipi, e porre le basi per un salto di qualità e di indipendenza della struttura amministrativa dalla gestione politica. L’efficienza di un sistema non si misura sul controllo delle risorse e sulla forza del comando.

Purtroppo, invece, l’impressione è che l’avversione a una dirigenza stabile celi il tentativo di serrato controllo politico sulla struttura: perché l’affidamento di funzioni dirigenziali su decisione del Sindaco e il loro perpetuo rinnovo, di fatto, servono a ricordare al personale la perenne subordinazione alla politica.

Da qui, l’invito delle minoranze ad un intervento immediato non solo per l’implementazione, ma anche per la riorganizzazione dell’organico, e l’insistenza sull’indagine di clima interno; affichè la necessaria interconnessione tra le funzioni amministrativa e politica non scivoli verso la sistematica subordinazione dell’una all’altra. Luisa Fantinato – consigliera ABC Albignasego Bene Comune 2030